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Cambiare pensieri e resilienza

27 Gennaio 2016 Benessere, Change management, Empowerment, Intelligenza emotiva, Leadership, Stress management 0 Comments

Cambiare il proprio modo di interpretare la realtà è uno degli strumenti che gli esseri umani hanno per superare momenti i difficili. Anche nel mondo del lavoro le difficoltà arrivano dure e improvvise, e saper uscire dal vortice del vittimismo cambiando i propri pensieri, è il passaggio indispensabile per trovare le energie necessarie a ricostruire un nuovo percorso. E’ la resilienza.

Un esempio eccellente di ristrutturazione cognitiva (è questo il termine tecnico) è “La morte sospesa” di Kevin Macdonald, superbo film documentario del 2003.

E’ una storia realmente accaduta a Joe e Simon due giovani amici alpinisti che nel 1985 decidono di tentare la scalata della Siula Grande, nelle Ande peruviane. Dopo molte difficoltà riescono nella loro impresa, ma non sarà purtroppo questo il motivo per cui saranno ricordati dalla comunità degli alpinisti. Nella discesa infatti, Joe commette un errore e si rompe una gamba e l’amico Simon tenta di calarlo con una corda di 90 metri raggiungendolo ogni volta. Purtroppo però Joe, durante una di queste manovre, cade in un crepaccio e Simon dopo ripetuti tentativi falliti per riportarlo fuori, decide, per non rischiare di cadere lui stesso nel vuoto, di tagliare la corda – nel vero senso della parola – e di lasciare Joe nel crepaccio. Il film – documentario, in parte girato nella Siula Grande e in parte nelle Alpi, è raccontato dalla voce fuori campo dei due protagonisti e in modo iper realista fa rivivere i momenti angoscianti di Joe e di Simon.

Il film è da vedere assolutamente tutto! Ma guardate con più attenzione  la scena da quando Joe scopre che l’amico ha tagliato la corda fino a quando riesce ad uscire dal crepaccio: la voce fuori campo è quella di Joe e ricostruisce momento per momento i suoi pensieri, i suoi stati d’animo e le sue azioni mentre era appeso nel vuoto.

E ora fate l’esercizio di distinguere fra i vari pensieri, quelli che danno la forza a Joe di continuare e quelli invece che la forza gliela tolgono. Quali sono i pensieri che rivolge all’amico? Che dati utilizza per prendere delle decisioni? Come gestisce le sue emozioni? Cosa si dice per incoraggiarsi?

Sarà allora molto evidente l’importanza di riuscire a leggere gli eventi dal punto di vista della possibilità. Nel caso di Joe la posta in ballo era la vita, se si fosse fatto condizionare dai pensieri killer, probabilmente non sarebbe riuscito né a muoversi dalla parete né a prendere qualsiasi decisione.

Ma lo stesso non vale per tutti noi impegnati nelle mille turbolenze del nostro tempo?



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