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Creare cambiamento – terza tappa

13 Dicembre 2018 Change management, Co-creazione, Comunicazione, Diversity, Empowerment 0 Comments

Breve percorso di auto-trasformazione per creare cambiamento.

Prima di parlare del quarto livello di ascolto (vedi tappa precedente), introduciamo il tema della qualità delle conversazioni.

Quando osserviamo un’organizzazione, un team, una riunione, possiamo osservare che le persone conversano tutte allo stesso modo, come una sorta di accordo segreto a cui tutti partecipano.

Naturalmente la nostra capacità di ascolto influenza anche la qualità delle conversazioni e delle nostre relazioni. Come per l’ascolto Otto Scharmer descrive quattro livelli di conversazioni.

Il primo livello, come per l’ascolto è chiamato “Downloading” o “parlare in modo educato”. Significativa che noi agiamo e parliamo così come gli altri si aspettano che noi facciamo.

Ci ingaggiamo in questo modo in conversazioni educate, banali e di routine.

Il ruolo influenza pesantemente il nostro modo di parlare: se sono un dirigente parlo come un dirigente, se sono un impiegato, parlo come un impiegato, se sono un operaio parlo come un operaio.

Nella conversazione ci conformiamo a ciò che gli altri si aspettano da noi, e  non necessariamente esprimiamo il nostro vero pensiero.

Il problema è che, dal punto di vista di un’organizzazione che vuole cambiare, questo livello è completamente disfunzionale perché ci trattiene dall’affrontare i reali problemi di un team, di un’organizzazione, di una comunità.

Come possiamo riconoscere se siamo a questo livello? Se noi usciamo da incontro e tutto ciò che ci aspettavamo succedesse, effettivamente succede, beh questo è un buon indicatore che siamo stati in una conversazione Downloading, dove nulla di nuovo è effettivamente emerso.

Il secondo livello è chiamato “Dibattito” o “parlare duro”: si basa sul dire effettivamente il nostro pensiero e le persone ingaggiate mettono sul tavolo le loro vere opinioni.

Quando siamo in una conversazione in cui effettivamente vengono espressi nuovi aspetti, nuovi punti di vista di cui non si era a conoscenza prima e che sfidano le nostre conoscenze precedenti, questo è un buon indicatore che ci dice che siamo nel secondo livello.

Ma d’altro canto nel Dibattito ciascuno è identificato con la sua idea, con la sua opinione. E se tu attacchi o critichi la mia idea, in realtà stai attaccando me. E così io mi metterò sulle difensiva e cercherò in tutti i modi di difendere e far prevalere la mia idea.

Il terzo livello di conversazione è il “Dialogo” o “conversazione riflessiva”.

L’essenza di questo terzo livello è che io comincio a parlare guardandomi come una parte del tutto: vedo me stesso e vedo gli altri; vedo le mie opinioni e le opinioni degli altri.

Ma io non sono la mia opinione e non devo difenderla a tutti i costi.

Cosa significa questo? Significa che le persone cominciano a porsi l’un l’altra domande reali che vogliono effettivamente capire l’altro.

Domande genuine al posto di domande retoriche. Questo è un buon indicatore che siamo in una conversazione di livello tre, di Dialogo riflessivo.

Quando lasci una conversazione che ti ha permesso no solo di raccogliere nuovi dati, che ti ha sfidato nelle tue precedenti convinzioni, ma che ti ha anche dato modo di vedere la realtà attraverso lo sguardo altrui o addirittura di vedere te stesso attraverso gli occhi di un altro, allora probabilmente sei stato veramente in una conversazione del tipo “Dialogo riflessivo”.

Prova a osservare più attentamente gli incontri a cui parteciperai nei prossimi giorni, qual’è il livello delle conversazioni?

Intervento del 22 ottobre 2018 al Business Analysis Workshop Italy  organizzato da IIBA.

(continua)



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