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Leadership e Bubble-hopping: costruire collaborazioni intelligenti.

2 Settembre 2020 Change management, Co-creazione, Comunicazione, Diversity, Empowerment, Formazione, Innovazione, Leadership, leadership_after2020 0 Comments

Praticare il “Bubble-hopping” per alimentare dialogo e collaborazioni intelligenti.

Ognuno di noi, più o meno consapevolmente, si trova dentro a una bolla : frequenta certe persone, certi luoghi, legge (o non legge) alcuni libri. Lo scambio e il confronto con chi sta nella stessa bolla non fa che rafforzare questa sensazione di appartenenza e condivisione.  Ma rafforza nello stesso tempo  ignoranza e allontanamento dalle altre bolle. Il fenomeno è stato oltremodo esasperato dai social media che ci apparentano a chi è simile a noi e ai algoritmi che, catturando ogni nostro movimento, sanno riproporci temi e prodotti affini alla nostra bolla appunto.

Insomma, ognuno di noi conduce una vita altamente prevedibile e totalmente ignara di quel che accade nella sua prossimità. Di questo si rese conto Max Hawkins, artista ed ex programmatore di Google, che decise – come ci racconta in questo Ted – di costruire un “contro-algoritmo”, una app cioè che scegliesse per lui quali persone e quali locali frequentare al di fuori del suo ambiente. Addirittura che gli indicasse dove vivere.

“Bubble-hopping”, saltellare fra le bolle, è il termine da lui coniato per descrivere la sua decisione di migrare da una bolla all’altra.

Il “Bubble-hopping” però non è soltanto un vezzo d’artista o un esercizio intellettuale, ma può diventare un allenamento per leader che vogliano superare le divisioni che, nella società e nelle imprese, ostacolano confronto e dialogo fra le parti. Ma anche una pratica  per tutti coloro che credono nella costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile.

L’eccezionale e drammatico momento che stiamo vivendo ci sta insegnando molto a proposito di leadership (download The booklet of Lead-Over). Alla fine di questa strana estate ancora dominata dal Covid, stiamo assistendo a una esasperazione delle polarizzazioni. Se  paura e sconcerto della prima ora ci avevano attratto verso  l’adagio “siamo tutti nella stessa barca” e “nessuno si salva da solo”,  con il procedere delle diverse fasi che ci hanno gradualmente liberato dal lockdown,  l’estremizzazione delle posizioni si è andata acuendo.

Complici le lacerazioni della nostra società e una semplificazione della comunicazione dei media, più o meno increduli, rivediamo un film già visto più volte. L’esacerbazione ideologica costruisce barricate insormontabili fra:

  • “no mask e rigoristi sanitari”
  • giovani  e vecchi”
  • movida sì e movida no”
  • “negazionisti e terroristi del covid” e via discorrendo.

Ognuno prende posizione da uno dei due lati della barricata e tutte le argomentazioni che non siano nel mainstream vengono spazzate via, alzando sempre di più il muro.

Il rischio della frammentazione sociale è altissimo, così come nelle aziende, è alta l’incomprensione fra divisioni, fra capi e collaboratori, fra colleghi, con i clienti, con le comunità di riferimento.

Ognuno dentro la sua bolla.

Siamo in un momento storico unico, probabilmente solo all’inizio di un processo che porterà trasformazioni che a malapena riusciamo a immaginare. Abbiamo bisogno di leader che siano in grado di colmare il divario sociale, che sappiano creare dei ponti fra una bolla e l’altra per costruire collaborazioni intelligenti.

E’ così che la pensa Emma Stenströmprofessore associato al Dipartimento di Management and Organization che ha ideato allo Stockholm School of Economics un percorso di “Bubble-Hopping” appunto.

L’obiettivo è quello di imparare a uscire dalla bolla e incontrare mondi prossimi ma diversi, allenando le proprie sinapsi al confronto con la diversità. E così gli studenti hanno incontrato imam e preti, artisti e attivisti, spacciatori e prostitute, milionari e senzatetto.

Per gli approfondimenti rimando alla lettura dell’articolo.

Voglio qui solo ricordare alcuni passaggi chiave, utili ad allargare il proprio sguardo sul mondo:

  • essere curiosi, coltivare questa attitudine, così naturale nei bambini, a conoscere quello che è diverso, che non conosciamo piuttosto che a barricarsi dietro quello che sappiamo già
  • cercare le similitudini con l’altro per poter costruire un clima di fiducia
  • fare le giuste domande, quelle che realmente permettono all’altro di raccontare il suo percorso e la sua posizione
  • saper ascoltare, saper riconoscere e disattivare tutti quei filtri che il nostro cervello utilizza per sfrondare le informazioni che non conosce
  • sapersi ascoltare ed essere consapevoli di sé, riconoscere quando scatta l’avversione e la difesa della propia posizione, saperla gestire
  • fare un piano personale per allenarsi a saltellare in altre bolle 🙂

Vedi anche:

Evolutive Listening

Creare cambiamento

The booklet of Lead-Over



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